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Ormesani si gode un anno di grande crescita ma attacca la politica commerciale dei vettori aerei

2018-05-17T16:44:34+00:00 17 maggio 2018, 12:03 pm|Categories: Economia, Italia|Tags: , , , , , , , , , , , , , |

Ormesani è un’azienda nata nel 1982 quando fu fondata da Luciano Ormesani che nei vent’anni precedenti aveva lavorato presso la Gondrand come responsabile delle spedizioni aeree e marittime nonché spedizioniere doganale. Inizialmente fu fondata come società di consulenza merceologico-doganale legata al trasporto internazionale aereo, marittimo e camionistico ma nel corso degli anni si è sviluppata in molte altri servizi legati alla logistica e ai trasporti.

AIR CARGO ITALY ha chiesto agli attuali vertici dell’azienda, i fratelli Andrea e Martino Giuseppe Ormesani, un quadro aggiornato sulle attività della Ormesani Srl che ogni anno figura ai primi posti degli agenti Iata in Italia per quanto riguarda il cargo aereo. Oggi la società è in grado di offrire Centri di Assistenza Doganale per operazioni e consulenze in materia doganale, fiscale e tributaria,  corsi di formazione e aggiornamento presso le aziende per l’ottenimento di procedure doganali semplificate e dello status di Aeo, e infine casa di spedizioni internazionali aeree e marittime con qualifica di Agenti Iata Cargo, Enac e Fiata. Vantano una rete capillare e selezionata di uffici esteri che gli permette di offrire assistenza qualificata 24/7 in tutto il mondo e un parco automezzi di proprietà per feederaggio espresso, spedizioni aeree e marittime anche a temperatura controllata. L’azienda infine propone anche depositi doganali e fiscali ai fini Iva, logistica integrata e magazzinaggio anche con celle frigorifere.

 

Andrea e Martino Ormesani partiamo dai numeri per spiegare l’andamento della vostra attività?

“Nel 2017 Ormesani ha movimento fra import ed export 19.223.000 kg di merce e in termini di risultati finanziari il fatturato dell’anno appena trascorso si aggira intorno ai 25 milioni, in crescita del 30% rispetto al 2016. Ogni esercizio ci poniamo l’obiettivo di crescere almeno di un 5% ma quest’anno sarebbe già molto soddisfacente riuscire a mantenere il volume d’attività che abbiamo raggiunto l’anno scorso. Dal 2007 al 2017, in un decennio di profonda crisi economica, il volume d’affari del gruppo è cresciuto del 148%.”

In cosa si differenzia Ormesani rispetto agli altri spedizionieri?

“Normalmente il momento doganale è la fase più critica di una spedizione mentre per la nostra azienda l’assistenza in materia doganale rappresenta il core business attorno al quale si è sviluppato il resto dell’attività. Normalmente si possono trovare buone case di spedizione, poi separatamente bisogna cercarsi un buon consulente in materia doganale e infine un operatore doganale affidabile. Il valore aggiunto di Ormesani è quello di poter proporre al cliente tutti questi servizi insieme seguendo così la spedizione prima dell’ordine della merce e poi dalla partenza all’arrivo in ogni suo aspetto più delicato.” 

Quali specializzazioni merceologiche e geografiche avete?

“Le spedizioni che seguiamo sono sostanzialmente bilanciate perché l’import rappresenta il 55% del totale e l’export il restante 45%. Riguardo alle importazioni per il 95% lavoriamo con il Far East e Indian Sub Continent e quindi Cina, Hong Kong, India, Pakistan Myanmar e Bangladesh, mentre sull’export le destinazioni sono abbastanza bilanciate fra Medio Oriente, Americhe e resto del mondo.

Nel segmento del trasporto aereo merci offriamo consolidate giornaliere, spedizioni dirette, spazi su stiva riservati, servizio pallettizzazione, organizzazione voli charter e organizzazione spedizioni merci pericolose con assistenza.

Riguardo alle commodity non ci poniamo limiti ma in export trattiamo soprattutto fresco, opere d’arte, pharma, fashion (soprattutto occhialeria) e parti di ricambio, mentre in import abbigliamento, campionari, elettronica e prodotti freschissimi (in particolare pesce e crostacei).”

Com’è strutturata la presenza del vostro gruppo in Italia?

“Il quartier generale di Ormesani è a Quarto d’Altino (Venezia), ci lavorano circa 50 persone ed è dotato di 800 metri quadri di uffici più 3.000 metri quadri di magazzino. Nel 2010 abbiamo poi aperto una filiale presso la Cargo city dell’aeroporto di Roma-Fiumicino per l’area di mercato del Centro-Sud Italia mentre dal 2013 siamo presenti anche a Segrate (Milano) con un ufficio di cinque persone che segue il Nord-Ovest del Paese. Sempre a Venezia e a Roma abbiamo anche due Centri di Assistenza Doganale. Altre filali sono sorte negli ultimi anni anche a Padova e a Civitavecchia.”

Avete in previsione nuove aperture?

“Stiamo costruendo nuovi magazzini a Quarto d’Altino e a Roma per circa 10.000 metri quadri di nuove superfici dedicate ad attività di logistica e spedizioni.” 

Lavorate prevalentemente con i tre aeroporti delle città dove siete presenti?

“Sì esattamente: Venezia, Milano e Roma. A Venezia in particolare abbiamo un magazzino logistico dove riceviamo la merce e prepariamo i pallet aerei che vengono poi inviati con i cosiddetti voli gommati agli aeroporti italiani o stranieri che ci garantiscono i migliori servizi. Il 95% delle spedizioni che noi curiamo partono e arrivano da aeroporti italiani ma talvolta ci serviamo anche di scali esteri come Vienna, Francoforte e altri.”

Avete rapporti privilegiati con alcuni vettori aerei in particolare?

“Diciamo che lavoriamo con tutti a seconda di chi è in grado di proporci i noli e i transit time migliori. Secondo il nostro punto di vista quelle che performano meglio in termini di affidabilità e qualità del servizio sono Emirates e Qatar Airways ma, come detto, necessariamente noi lavoriamo con tutte le compagnie.”

Qualche critica sulla scarsa disponibilità di stiva con cui la vostra categoria sta facendo i conti anche nel 2018?

“Nel trasporto aereo le merci vengono assolutamente trascurate in favore dei passeggeri generando criticità operative, difficoltà ad avere garanzie di spazio a bordo degli aerei per imbarcare, spesso non c’è certezza delle tariffe e altrettanto frequentemente i collegamenti vengono cancellati dalle compagnie impedendo agli spedizionieri di poter fare una programmazione dell’attività a medio-lungo termine. La categoria soffre la politica delle compagnie aeree e questo è un tema di cui discutiamo anche nelle associazioni di categoria di cui facciamo parte: Fedespedi, Confetra Nord-Est e Confindustria. 

Negli ultimi mesi del 2017 si era arrivati a noli aerei per il Nord America da 11 euro/kg quando normalmente la tariffa era di 1 euro/kg. L’atteggiamento delle compagnie aree andrebbe regolato e come associazioni stiamo studiando se ci sia la possibilità di accertare il risultato di quanto messo in atto dai vettori negli ultimi mesi. Purtroppo da parte delle imprese produttrici abbiamo poco supporto in questa battaglia, salvo dovere poi gestire le lamentele di chi non riesce a imbarcare la propria merce sugli aerei o, se lo vuole fare, deve pagare tariffe di nolo molto elevate.”

Nicola Capuzzo

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