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Ecco come cambiano l’esigenze logistiche e distributive dell’industria del fashion

Firenze – Come stanno cambiando le esigenze logistiche e la distribuzione dell’industria tessile e più in generale dell’industria del fashion?

A questa domanda hanno cercato di dare risposta i relatori che hanno preso parte alla tavola rotonda dedicata alla logistica al servizio della moda organizzata in occasione della prima edizione di Logiday, giornata di convegni organizzata dal laboratorio dell’Università degli studi di Firenze LogisLab in collaborazione con CSCMP, Council of Supply Chain Management. 

A proposito delle criticità della logistica nel settore della moda, Ludovica Cantarelli, operations project manager del marketplace LuisaViaRoma, ha detto che “non si tratta più di fashion in senso stretto ma le vendite nel settore della moda si allargano sempre più anche ad altre merceologie complementari come ad esempio i prodotti di make-up che hanno esigenze logistiche e di packaging completamente diverse. Per non parlare poi dei profumi che sono considerati prodotti infiammabili”. Secondo Ludovica Cantarelli ad aziende come LuisaViaRoma servono “logistics provider strutturati in grado di garantire una catena logistica complessa per merci anche molto diverse fra loro”. 

Paolo Guidi, direttore vendite e marketing del colosso spedizionieristico Kuehne+Nagel, ricordando che il trasporto via aerea rappresenta spesso in questo settore la soluzione privilegiata, ha sottolineato che “i nuovi aerei passeggeri hanno una capacità per il trasporto delle merci sempre minore” e anche per questo invita gli operatori a porre la giusta attenzione alla catena logistica dei propri prodotti. “Importante è valutare il giusto mix fra trasporti aerei urgenti e meno urgenti gestendo nel modo migliori i picchi di consegne” ha sottolineato Guidi.

A questo proposito Corrado Manaresi, e-commerce director di Diana Corp,  ha testimoniato ad esempio come sia cambiata la percezione dei tempi d’attesa da parte delle nuove generazioni: “I cosiddetti Millenials hanno desiderio di ricevere in fretta la merce acquistata on-line e sono poco disposti ad attendere”. Questo, chiaramente, mette pressione alle aziende sui tempi di distribuzione dei prodotti. 

Interessante infine, sempre a proposito di logistica e industria del fashion, il punto di vista ancoradi Ludovica Cantarelli (LuisaViaRoma) riguardo al delicato tema dei resi: “Non sono un problema da gestire ma un’opportunità” ha detto. “In questo settore sono parte integrante del business e avere una procedura per i resi semplice e ed economica e un’importante leva di marketing. Ogni Euro investito nei resi genera un ritorno con gli interessi sul fatturato delle vendite e la logistica e i trasporti devono saper proporre un processo rapido e preciso”.

Nicola Capuzzo

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