Dsv Panalpina cancella 3mila posti di lavoro

La società di spedizioni, trasporti e logistica Dsv Panalpina, realtà nata dalla recente fusione (acquisizione) fra il gruppo danese e quello svizzero, si prepara a un altro drastico taglio dei costi dopo quello già avviato nei mesi scorsi. L’obiettivo è quello di razionalizzare costi per complessivi 204 milioni di dollari lasciando a casa il 10% della forza lavoro, vale a dire 3.000 occupati su un totale di 30.000.

Lo ha reso noto la stessa azienda per voce del suo amministratore delegato Jens Bjørn Andersen spiegando che questa azione si rende necessaria per fare fronte al netto calo della domanda di servizi di spedizione conseguente all’emergenza Covid-19. Finora non è stato reso noto se e quanto queste misure interessino anche l’Italia dove nei mesi passati è stata già completamente azzerata e liquidata la filiale italiana di Panalpina. I tagli interesseranno per un 50% le divisioni che si occupano di spedizioni aeree e marittime, per un 30% il trasporto via terra e per il restante 20% i ‘solution businesses‘.

Secondo le prime stime del numero uno di Dsv Panalpina, dopo un 2019 finanziariamente soddisfacente, il primo trimestre del 2020 subirà una flessione del risultato prima delle imposte (Ebit) di 250 milioni di corone danesi (33,5 milioni di euro). La società si aspetta un impatto negativo importante sull’attività nei prossimi mesi e per questo intende correre ai ripari tagliando posti di lavoro e costi.

Nei primi tre mesi del 2020 Dsv Panalpina ha fatto registrare ricavi in crescita del 36,6% a 27,3 miliardi di corone danesi (3,66 miliardi di euro), grazie all’integrazione con la casa di spedizioni svizzera e per merito in particolare proprio della divisione di business relativa alle spedizioni via mare e via aerea dove l’attività è cresciuta del 76,7%.

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