Droni: i nuovi scenari secondo le recenti linee guida di Enac

Contributo a cura di Avv. Davide Magnolia *

* Lca studio legale 

Con la pubblicazione delle Linee Guida LG2020/001-NAV datate 30 settembre 2020,
l’ENAC ha inteso anticipare alcuni elementi propri del regolamento europeo REG (EU)
2019/947 sulle operazioni con UAS (Unmanned Aerial Sistema, ovvero veicoli che volano
senza pilota), la cui entrata in vigore è stata posticipata al 1 gennaio 2021, al fine di
consentire una transizione progressiva per la categoria specific (che, a differenza della
open, necessita di una autorizzazione operativa rilasciata dall’Autorità competente). Le
Linee Guida si rivolgono a tutti gli operatori interessati a svolgere operazioni specializzate
critiche in VLOS (Visual Line of Sight, ossia entro la distanza di visibilità) e BVLOS
(Beyond Visual Line of Sight, cioè con volo oltre la linea visibile) con UA (aeromobili senza
equipaggio) di massa operativa al decollo inferiore a 25 chilogrammi. Le altre tipologie di
operazioni critiche dovranno invece essere valutate e autorizzate caso per caso. Per il
VLOS sono stati pubblicati 2 nuovi scenari standard operativi già dal 15 ottobre 2020: lo
scenario standard IT-STS-01 (in urban populated enviroment) e lo scenario standard IT-
STS-02 (in a non urban populated enviroment). Sulla base dei due nuovi scenari, le
operazioni VLOS potranno essere condotte ad una altezza massima di 120 metri
(corrispondenti a 400ft). Qualora il volo sia eseguito entro una distanza di 50 metri da un
ostacolo artificiale più alto di 105 metri, l’altezza massima delle operazioni potrà essere
incrementata fino a 15 metri sopra l’altezza dell’ostacolo. Per quanto riguarda lo spazio
aereo, le aree consentite sono riportate sul portale D-Flight. I piloti, per poter operare,
dovranno aver conseguito l’Attestato di Pilota Remoto con abilitazione CRO (ai sensi
dell’articolo 22 del Regolamento ENAC). Per quanto riguarda il BVLOS, l’ENAC ha
effettuato una valutazione preliminare dello scenario operativo in accordo ai PDRA (Pre-
Defined Risk Assessment, ossia valutazioni di rischio predefinito) stabilendo quindi le
modalità con cui è possibile operare. Per gli scenari di tipo BVLO, l’ENAC ha quindi
sviluppato 9 valutazioni di rischio predefinito che rappresentano le tipologie di operazioni
scaturite anche dai risultati ottenuti durante la sperimentazione eseguita, con i principali
stakeholder nazionali, nel periodo tra il 2017 ed il 2019. Al fine di ridurre il rischio in volo, le operazioni autorizzate devono rispettate almeno una delle tre condizioni seguenti: (i)
riserva di spazio aereo attraverso l’emissione di NOTAM (acronimo di NOtice To AirMen);
(ii) impiego di osservatori visivi (ossia una persona che assiste il pilota remoto effettuando
una scansione visiva, non assistita, dello spazio aereo in cui l’UA opera); (iii) volo
prossimo ad un ostacolo (con gli stessi limiti indicati sopra per il VLOS). Senza l’assistenza
di un osservatore visivo, il pilota remoto potrà condurre l’UA fino a una distanza massima
di 1 chilometro. Qualora vengano impiegati osservatori visivi, il raggio d’azione dell’UA
potrà essere esteso fino ad un raggio di 2 chilometri. Per i rischi al suolo, invece, non si
potranno sorvolare zone con persone non coinvolte nelle operazioni salvo non si utilizzi un
mezzo con caratteristiche di inoffensività. Le operazioni, in accordo ai PDRA, rimarranno
sempre soggette ad autorizzazione da parte dell’ENAC. Infine, un doveroso chiarimento
interpretativo: le Linee Guida, come indicato nell’incipit stesso del documento, non
possono essere ritenute di per sé obbligatorie dato il loro carattere non regolamentare ma
serviranno per facilitare l’operatore nella prova di rispondenza ai requisiti normativi.

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