“Decollo istituzionale per il cargo aereo? Assolutamente necessario”

Il seguente contributo pubblicato sull’inserto Il cargo negli aeroporti italiani appena pubblicato da AIR CARGO ITALY è a cura di Assaeroporti (l’associazione italiana gestori aeroporti) e Federtrasporto (la federazione che raccoglie le associazioni di operatori e gestori di infrastruttura del settore trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria):

 

“Semplificazioni procedurali, velocizzazione e coordinamento dei controlli sulla merce aerea, digitalizzazione degli obblighi informativi, efficientamento dei servizi aeroportuali, politiche di investimenti pubblici nel comparto orientate all’integrazione del sistema aeroportuale per il cargo aereo nel manifatturiero e logistico, iniziative di promozione funzionali allo sviluppo della domanda attuale e potenziale di trasporto aereo delle merci.

Sono queste, in breve, le linee guida di indirizzo strategico che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha coniato quasi un anno fa per il rilancio del cargo aereo, contenute in un Position Paper già recepito con apposito Decreto ministeriale quale addendum al Piano nazionale degli aeroporti. Frutto di un intenso dialogo tra gli stakeholder più rilevanti della filiera del cargo aereo, condotto sotto l’egida del Ministero e nella costante interlocuzione con i rappresentanti di ENAC e Agenzie delle Dogane, le linee guida colmano il vuoto istituzionale che ha tradizionalmente afflitto il trasporto aereo di merci nel nostro Paese.

Per Federtrasporto ed Assaeroporti, che figurano tra le Associazioni di categoria firmatarie del Position Paper (insieme ad AICAI, ANAMA, ASSAEREO, ASSOHANDLER, CONFINDUSTRIA, IBAR, UIR), si è trattato di un passaggio “storico” per il cargo aereo. Oltre al riconoscimento delle istanze degli operatori di settore, è venuto finalmente alla luce – seppur con difficoltà causate dalle attuali lacune statistiche che andrebbero opportunamente sanate – il profilo economico del cargo aereo e il ruolo significativo che può giocare nella crescita del Paese, anche ai fini di una sua maggiore internazionalizzazione.

Le analisi condotte in sede ministeriale testimoniano il recupero definitivo dei livelli di movimentazione pre-crisi e dinamiche di crescita progressiva dal 2015 per il trasporto aereo di merci. Nel 2016, il traffico cargo negli aeroporti italiani è stato di 1,0 milioni di tonnellate, con volumi in aumento del +6% rispetto al 2015, con un tasso di crescita nell’ultimo decennio addirittura superiore alla media calcolata sui quantitativi movimentati dai principali scali europei. Si è stimato che il traffico cargo aereo rappresenti circa il 2% del volume delle merci trasportate da tutte le modalità, a cui però corrisponde una quota rilevante del valore economico complessivo. Per quanto attiene alle sole esportazioni verso i Paesi extra UE (ove permangono gli obblighi di dichiarazione doganale), il trasporto aereo nel 2016 ha rappresentato lo 0,74% dei volumi esportati e il 25,8% del valore economico. I dati di Assaeroporti aggiornati confermano la dinamica espansiva del traffico cargo, con un +9,2% registrato nel 2017 sull’anno precedente.

Dopo il varo delle linee guida, si sarebbe dovuta aprire la fase della traduzione dei contenuti del Position Paper in provvedimenti operativi. Con questo obiettivo, è stato istituito lo scorso febbraio presso il MIT il “Tavolo di coordinamento nazionale sul cargo aereo” che, ad oggi, non è mai stato convocato per decretarne l’insediamento e l’avvio ufficiale dei lavori. Il funzionamento del Tavolo ha inevitabilmente risentito degli avvicendamenti politici ma, essendosi consolidato il nuovo assetto politico – istituzionale, si ritiene necessario riavviare le attività istituzionali sul cargo aereo.

L’auspicio è quello di ricevere a breve la convocazione del Tavolo e procedere insieme agli altri stakeholder alla selezione delle questioni più urgenti da affrontare tra quelle snocciolate nel Position Paper. Al riguardo, Federtrasporto e Assaeroporti indicano alcune azioni prioritarie:

  • attivare lo “Sportello unico doganale e dei controlli” in ambito aeroportuale;
  • assicurare l’operatività H24 degli Enti di Stato preposti ai controlli in aeroporto e potenziare, a tal fine, l’organico a loro disposizione nel caso in cui fosse necessario;
  • integrare i dati oggi trasmessi con l’e-Manifest con l’obiettivo di eliminare ulteriori formalità connesse con il trasporto, anche al fine di sostenere l’estensione dello sdoganamento in volo per i voli all cargo;
  • estendere i “Cargo Community System” negli aeroporti per l’integrazione dei sistemi informativi dei diversi soggetti che operano in ambito aeroportuale;
  • valutare l’applicazione del Fast Corridor nel cargo aereo per agevolare il trasferimento della merce dai magazzini di 1° linea ai retroporti dello scalo;
  • sviluppare la Carta dei Servizi Merci, partendo dallo schema predisposto da ENAC, nell’ottica di definire uno strumento che permetta la verifica della qualità dei servizi aeroportuali ed un suo innalzamento nel caso in cui non siano si raggiungano gli obiettivi prefissati;
  • istituire le “Zone Economiche Speciali” negli aeroporti a maggiore vocazione cargo o immediatamente a ridosso degli stessi per stimolare la creazione di poli logistici e industriali, primariamente a sostegno dell’export italiano verso i Paesi non UE.

L’attuazione della strategia contenuta nel Position Paper, rappresenta oggi una importante opportunità, non solo per garantire lo sviluppo del cargo aereo, ma per la crescita delle diverse modalità di trasporto, evidenziando l’assoluta necessità di una loro integrazione.”

INSERTO SPECIALE: “Il cargo negli aeroporti italiani” (FREE DOWNLOAD)