Dalla Lombardia il 25% dell’export italiano secondo Sace-Simest

Con più di 120 miliardi di beni venduti nel 2017, la Lombardia è al primo posto tra le regioni italiane per l’export verso l’estero, registrando un +7,5% rispetto al 2016. È uno dei risultati che spicca dalla prima tappa del roadshow del polo Sace-Simest per presentare la Mappa dei rischi 2018.

La Lombardia, spiegano i dati presentati da Sace e Simest, che insieme costituiscono il polo dell’internazionalizzazione e dell’export del Gruppo Cassa depositi e prestiti (Cdp), rappresenta da sola oltre il 25% dell’export nazionale. Le vendite sono prevalentemente concentrate verso i paesi dell’Unione Europea ma vi è ancora “ampio margine di diversificazione verso nuove destinazioni con profili di rischio più elevati e grande potenziale di business”. Tra queste, la Country Risk Map 2018 evidenzia, ad esempio Cina, Messico, Emirati Arabi Uniti e India.

In linea generale, i dati emersi dalla Country Risk Map 2018, che analizza i profili di rischio creditizio di 198 Paesi del mondo, evidenziano un “momentum positivo della crescita globale, del commercio internazionale e della lenta ripresa dei corsi delle materie prime”, soprattutto per quanto riguarda i rischi del credito. Sui 198 Paesi analizzati, sono infatti ben 138 quelli che, in media, hanno un profilo di rischio credito migliore o invariato rispetto all’anno precedente.

I paesi che hanno registrato un miglioramento di categoria rappresentano circa 70 miliardi di euro di export italiano, per un peso sul totale di circa il 17% sul totale. Al contrario, le economie che sono peggiorate valgono circa 38,5 miliardi di euro. Il che significa che circa tre quarti dell’export italiano si rivolge verso saesi stabili in termini di merito creditizio. Tra gli upgrade di categoria più rilevanti, Sace e Simest individuano quelli di Egitto, Bielorussia e Angola, seguiti da Russia, Brasile, Argentinae India. Tra le economie avanzate, poi, a registrare i miglioramenti più consistenti sono l’Italia, l’Islanda, la Slovenia e il Portogallo.

A proposito infine dei rischi da non sottovalutare, nonostante un quadro di crescita generalmente condiviso, Sace e Simest invitano le imprese a evitare di trascurare i fattori di rischio latenti, quali:

il ritardo del deleveraging (riduzione del livello di indebitamento) sia nei mercati avanzati che nei mercati emergenti, i prezzi delle materie prime che hanno ripreso ad aumentare a fine 2016 e poi nel 2017, facendo presagire un’inversione di rotta e l’instabilità di alcuni paesi e regioni come Afghanistan, Pakistan, Siria, Venezuela, Africa subsahariana, Medio Oriente e Nord-Africa.