Crollo a ottobre (-18,8%) delle spedizioni aeree europee

La domanda di trasporto aereo delle merci è cresciuta a ottobre del 3,5% rispetto a quella riscontrata nel precedente mese di settembre. Questo significa “che la fine dell’anno porterà comunque al tradizionale picco, nonostante le incertezze dell’economia” ha commentato Willie Walsh, direttore generale di Iata, che riunisce i vettori aerei a livello globale. Questo segnale positivo, tuttavia, non è stato riscontrato in tutti i mercati: in Europa, regione che continua a registrare le performance peggiori del settore, a ottobre i volumi hanno anzi vissuto una contrazione del 15,6% rispetto al mese precedente.

In attesa di capire se e dove la peak season delle spedizioni aeree si dispiegherà, va rilevato che a livello globale i principali indicatori dello status del settore non sono stati positivi, anzi.

Complessivamente i volumi sono infatti calati del 13,6% (in termini di Ctk, cargo tonne kilometers) rispetto all’ottobre 2021, mentre parallelamente la capacità per la prima volta nel corso dell’anno ha subito una flessione, attestandosi su un livello dello 0,6% inferiore a quello di un anno prima. La disponibilità di stiva, tuttavia, risulta cresciuta complessivamente cresciuta del 2,4% rispetto al mese di settembre, un andamento che secondo Iata indica come il settore si stia effettivamente preparando alla peak season invernale.

Causa in particolare la guerra in Ucraina, l’Europa anche nel confronto anno-su-anno a ottobre spicca negativamente. La domanda, rispetto a un anno prima, risulta infatti in diminuzione del 18,8%, mentre la capacità disponibile si è assestata su un livello inferiore del 5,2%.

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