Costantini (Sea): “La ripresa del cargo a Malpensa è già iniziata”

Giovanni Costantini

L’emergenza pandemica di coronavirus e il conseguente lockdown hanno fatto sentire i loro pesanti effetti anche sulla cargo city di Malpensa in termini di traffici persi ma già dal mese di maggio, e ancora adesso a giugno, i segnali di ripresa sembrano essere già evidenti.

Le statistiche di Assaeroporti dicono che fino al 30 aprile scorso il calo accumulato era pari al 18,4% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un totale di 142.676 tonnellate di merce movimentata presso l’aeroporto varesotto. Più nel dettaglio marzo aveva fatto segnare un -27%, aprile un -36% ma già da maggio l’emorragia di merce è stata limitata a un -17% e “il trend a giugno si sta confermando in progressivo miglioramento” rivela a AIR CARGO ITALY Giovanni Costantini, airport operation department cargo manager di Sea – Aeroporti di Milano.

Quello con cui lo scalo di Malpensa ha dovuto fare i conti sul fronte delle merci negli ultimi mesi è prima di tutto una perdita di capacità: “A febbraio si sono fermati i voli passeggeri dalla Cina e nel corso del mese di marzo tutte le altre compagnie, azzerando di fatto la capacità belly che per il nostro scalo valeva circa il 30% della merce complessivamente movimentata” spiega il manager aeroportuale.

A subirne le conseguenze, in termini di domanda di stiva non soddisfatta, è stato in particolare il trade Italia – Stati Uniti (dove i voli di Cargolux hanno viaggiato praticamente sempre pieni), così come la direttrice aerea con la Corea del Sud (servita da Asiana e Korean Airlines) nei mesi di aprile e maggio si è mostrata particolarmente vivace.

Durante il lockdown la maggioranza delle spedizioni riguardava Dpi e altri prodotti biomedicali ma anche i trasporti di prodotti farmaceutici in export dall’Italia sono aumentati così come l’e-commerce. “Fra marzo e aprile il traffico merci è rimasto sostanzialmente bilanciato fra import ed export e Malpensa in quei mesi ha dimostrato una volta di più la propria centralità nel panorama del trasporto aereo merci in Italia. Il market share del nostro scalo è passato dal 53% a un massimo del 71% in questa fase e questo perché Malpensa è in grado di offrire alla merce un ampio spettro di servizi e capacità ricettiva nei magazzini” prosegue spiegando Costantini.

Ovviamente si è anche assistito a una crescita significativa dei voli full-cargo arrivati e partiti rispetto al passato: a marzo +18%, ad aprile +33% e a maggio +74%. Fra questi figurano anche gli aerei passeggeri che da molte compagnie sono stati riadattati a freighter con la merce stivata anche sui sedili normalmente occupati dalle persone. “Una conversione d’utilizzo che mai avevo vista prima in carriera” ammette Costantini, aggiungendo però che “l’utilizzo per il trasporto merci degli aerei passeggeri porta con sé anche delle inefficienze perché il carico e scarico risulta molto costoso dal momento che gli scatoloni devono essere imbarcati e sbarcati manualmente dai portelloni dove normalmente entrano ed escono i passeggeri”. Non una soluzione ottimale quindi dal punto di vista dei volumi e della rapidità di carico e scarico ma, nonostante ciò, la tendenza continua. A Malpensa in questo mese hanno infatti attivato voli full cargo con aerei passeggeri altre compagnie come Air Canada, Sri Lankan Airlines e Vietnam Airlines.

Altro segnale di luce nel buio profondo del lockdwon è stato infine il traffico generato dall’e-commerce (Malpensa è hub di Amazon Air) perché le spedizioni aeree generate dagli acquisti online si sono tradotte per lo scalo in un incremento di volumi transitati pari al 23,5% tra marzo e maggio di quest’anno. Sempre a proposito di corrieri espresso Costantini ha confermato che il nuovo magazzino di Dhl realizzato alla cargo city di Malpensa sarà completato ed entrerà in funzione entro la fine del 2020.

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