Confetra dice la sua sul Ddl del M5S sul cargo aereo

Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, è intervenuta per dire la sua sul Disegno di legge “per il riordino delle disposizioni legislative in materia di trasporto aereo” in Italia presentato la scorsa estate dalla senatrice del M5S, Giulio Lupo.

Lo ha spiegato la stessa confederazione guidata da Nereo Marcucci dicendo che oggi, in audizione alla Commissione trasporti e lavori pubblici del Senato, sono state fatte presenti le loro considerazioni rispetto a questo Ddl sul riordino anche del cargo Aereo. “Non si tiene in giusta considerazione il fatto che il Piano Nazionale Aeroporti del Ministero dei trasporti ha già un addendum, il ‘Piano per lo Sviluppo del Cargo Aereo’, che andrebbe semplicemente implementato, così come richiesto da tutti gli operatori di mercato da oltre un anno” scrive Confetra.

Nel presentare in Senato la sua proposta normativa, la senatrice Lupo aveva affermato: “La presenza di una rete di scali aeroportuali efficiente rappresenta una condizione essenziale per la mobilità degli utenti e lo sviluppo economico del Paese. Gli aeroporti italiani sono circa 120, alcuni di derivazione militare, adibiti al traffico civile, altri nati senza una adeguata pianificazione che segua reali interessi nazionali e che soddisfi effettivi bacini d’utenza. Il nostro Paese è pieno di ‘cattedrali nel deserto’ aeroportuali, cioè di infrastrutture che non dispongono di alcun collegamento intermodale (strade, porti, ferrovie). Il settore del trasporto aereo versa oggi in una condizione di fragilità e la sua riorganizzazione e valorizzazione costituiscono un requisito determinante per lo sviluppo dei vettori sul territorio nazionale”.

Più nel dettaglio, a proposito di trasporto merci, ha aggiunto: “Il trasporto aereo non riguarda soltanto i grandi aerei di linea, ma anche i voli cargo (che trasportano solo merce). Il nostro è un Paese manifatturiero e quindi la movimentazione delle merci rappresenta un volano per il nostro export. Si possono identificare delle aree geografiche dove dei cluster industriali possono utilizzare aeroporti periferici, risparmiando molte delle spese di trasporto”. Un indirizzo, quest’ultimo, in contrasto con quanto richiesto dall’associazione di categoria Anama secondo la quale sarebbe invece auspicabile un maggiore accentramento in pochi scali della maggior parte dei volumi in import-export via aerea dall’Italia.

La senatrice dei 5 Stelle aveva poi proseguito dicendo: “Il volume di traffico sviluppato nel cargo via aerea (in Italia, ndr) è circa un quarto di quello tedesco. L’aeroporto con più movimentazioni è Malpensa con circa 550.000 tonnellate, seguito da Roma Fiumicino con circa un terzo di quel volume. Se confrontiamo questi numeri con la merce che si muove con la nave ci rendiamo conto della differenza: i porti di Genova e Trieste sviluppano ciascuno circa 40 milioni di tonnellate”.

Ieri nel corso di una riunione presso il Ministero dello sviluppo economico, Marcucci ha sottolineato come le proposte sulla crescita secondo Confetra “passano innanzitutto dalle semplificazioni che ci consentano di ridurre il gap competitivo con i competitor stranieri. Siamo a evidenziare ancora una volta – ha aggiunto – come su Sportello unico doganale e dei controlli e limitazione dei poteri di regolazione di Art (Authority dei trasporti, ndr) alle sole infrastrutture gestite in regime di monopolio naturale non vi siano passi avanti significativi nella direzione auspicata dalle imprese del settore logistico”.

Per saperne di più sul Disegno di legge delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di trasporto aereo leggi qui sul sito del Senato