Come sarà il 2019 di Cargolux

Il 2019 sarà un anno impegnativo, ma non per questo Cargolux prenderà in considerazione la possibilità di abbattere i noli per guadagnare volumi di traffico.

Lo ha dichiarato Richard Forson, presidente e amministratore delegato della compagnia aerea lussemburghese, in un’intervista rilasciata a Loadstar nella quale ha anche commentato i risultati del 2018, chiusi con utile netto da record, pari a 211,2 milioni di dollari.

Un dato estremamente positivo che arriva alla fine di un percorso in salita: dopo una perdita di 35 milioni di dollari registrata nel 2012, Cargolux ha archiviato ‘in nero’ tutti gli esercizi seguenti, sebbene a volte con profitti molto contenuti (3 milioni nel 2016).

La compagnia dovrà però “continuare a generare valore”, e anche se le previsioni parlano di un 2019 caratterizzato da una domanda debole “non abbatteremo i prezzi per guadagnare quote di mercato, il business deve restare sostenibile” ha spiegato l’a.d.. Più precisamente il manager ha detto di voler garantire rendimenti positivi nell’anno in corso, anche se non si è detto certo di poter assicurare una performance buona come quella del 2018.

Nell’intervista Forson si è poi soffermato su temi diversi: dal core business della compagnia (agire come “vettore cargo con collegamenti regolari a disposizione degli spedizionieri”, nonostante Cargolux guardi anche a possibili partnership per individuare eventuali sinergie), alla capacità a disposizione dei combination carrier, molti dei quali “non hanno mezzi cargo in ordinazione, per cui ci aspettiamo che il numero degli aerei widebody in circolazione diminuisca”.

Il vertice di Cargolux ha poi elencato quelli che a suo avviso saranno i possibili fattori di incertezza per l’anno in corso: “Le potenziali guerre commerciali tra Cina e Stati Uniti, e ora tra Europa e Stati Uniti, potranno o meno avere un impatto significativo. E c’è incertezza anche sulla crescita economica del 2019″. L’unico punto fermo in questo momento sembra essere la debolezza della domanda osservata nel primo trimestre, anche se Forson ha spiegato: “Tradizionalmente, i primi nove mesi dell’anno sono piuttosto deboli, anche se alcuni vanno meglio di altri, mentre ci si aspetta un picco nell’ultimo trimestre. Non sappiamo però quanto a lungo potrà durare questo picco. L’anno scorso è stato breve”.

Leggi l’intervista completa su The Loadstar