Capacità ancora scarsa a maggio secondo IATA

Anche secondo IATA (come per WorldACD) in maggio si è assistito a una discreta ripresa delle spedizioni aeree. Il mese si è chiuso infatti con un traffico globale in calo del 20,3% rispetto al maggio 2019, ma in miglioramento del 25,6% rispetto a quello registrato in aprile.

Più marcata la flessione per gli operatori europei: la domanda ha segnato infatti un -29,7%, dato peggiore di tutte le regioni analizzate, anche per via del protrarsi del lockdonw in alcuni paesi.

Nel complesso, le principali tendenze che hanno caratterizzato il mese sono state un lieve calo del load factor (che in aprile aveva toccato un picco), ancora di 10,4 punti percentuali più elevato rispetto al maggio dello scorso anno ma in diminuzione del 12,8% rispetto ad aprile, e la persistente scarsa disponibilità di stiva.

Confrontata con quella di un anno fa, la capacità sul mercato risulta infatti ridotta del 34,7%, un dato che mostra solo un lieve miglioramento rispetto a quello di aprile (quando il divario era del 32,2%). Miglioramento che si deve soprattutto al rientro sul mercato di una certa quota di capacità belly (la riduzione di disponibilità è passata dal 75,1% di aprile al 65,5%).

Anche le prospettive sono di lieve miglioramento. Tuttavia l’amministratore delegato e direttore generale di IATA Alexandre de Juniac ha messo in guardia rispetto a facili entusiasmi: “L’economia si sta rialzando dopo i crolli di aprile dato che alcuni paesi stanno uscendo dal lockdown. Ma prevedere la durata e la profondità della recessione è difficile”.

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