Boeing e Antonov verso una collaborazione più stretta

Approfondire la collaborazione già in atto, arrivando forse anche a costituire una joint venture dedicata in particolare alla costruzione di mezzi cargo.

Sarebbero questi gli obiettivi di un confronto in atto tra Antonov e Boeing, e relativi in particolare alla controllata di quest’ultima Aviall. A rivelare l’esistenza di un dialogo per stringere ancora di più le relazioni tra i due costruttori è la testata CargoForwarder, ma conferme sono arrivate in seguito anche dall’ambasciatore ucraino negli Stati Uniti, Volodymyr Yelchenko, perlomeno stando a quanto riferito dalla testata russa Riafan.ru.

Un accordo di cooperazione tra i due gruppi era già stato raggiunto nel 2018 e aveva come oggetto la fornitura di componentistica da parte di Aviall ad Antonov. La nuova intesa dovrebbe riguardare, riferisce CargoForwarder, “servizi logistici su misura, supporto post vendita, approvvigionamenti, stoccaggio e gestione di componenti e parti di ricambio”. Yelchenko avrebbe inoltre dichiarato a Riafan.ru. che il gruppo statunitense potrebbe essere interessato a “una partecipazione, anche parziale, nei programmi di costruzione” del partner, da portare avanti in Ucraina o negli USA.

Non solo: secondo il diplomatico Boeing starebbe anche considerando la produzione di freighter di grandi dimensioni in collaborazione con Antonov, in particolare di mezzi dedicati al trasporto di carichi eccezionali, pesanti o per lunghe distanze (una delle specialità del costruttore ucraino), ventilando anche la possibilità della costituzione di una joint venture tra i due.

Un’ipotesi che però non ha convinto Heinrich Grossbongardt, ex manager di Boeing interpellato da CF, il quale ha bollato questa eventualità come improbabile, sottolineando poi che ha il fattore chiave del successo (o del fallimento) di operazioni di questo tipo sia sempre la qualità delle attività post-vendita. La stessa testata ha suggerito che i rumours circolati su questo progetto possano essere soprattutto “un riflesso dei sogni e delle ambizioni di Kiev”, alle prese con la pressione costante della Russia e con un forte bisogno di liquidità.

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