Avianca alza bandiera bianca e chiude in Perù

Avianca Holdings, gruppo che attraverso diverse controllate opera servizi aerei di linea in diversi paesi dell’America Latina, ha chiesto di poter accedere alla procedura di Chapter 11, prevista dalla legge fallimentare USA e simile al concordato preventivo italiano. La domanda è stata depositata alla SEC (l’ente statunitense che vigila sulle Borse) essendo la società quotata sui listini del NYSE.

Nella comunicazione Avianca, che in particolare è attiva in Colombia, Ecuador, Costa Rica, Nicaragua e Peru,  spiega di avere presentato la domanda “insieme ad alcune controllate e affiliate” e di essere stata portata a questa decisione dall'”imprevedibile” impatto del Covid-19, che ha provocato “un declino del 90% del traffico passeggeri”, ridotto i “ricavi consolidati di oltre l’80%” e “messo sotto pressione le riserve di liquidità aziendali”.

La procedura di Chapter 11, ha spiegato, potrà permetterle di continuare le operazioni, salvare posti di lavoro, mantenere le connessioni aeree nonché di “promuovere la ripresa economica in Colombia (dove il gruppo ha la sede principale, ndr) e in altri mercati chiave”.

Tra le decisioni comunicate nella stessa nota c’è anche quella di chiudere le attività in Perù.

Avianca Holdings aveva avviato lo scorso anno il piano Avianca 2021, che l’aveva portata a ridisegnare la sua offerta alla clientela e a una ristrutturazione del debito, in cui si era inserita anche la raccolta di nuovi finanziamenti per 375 milioni di dollari.

Lo scoppiare della pandemia, spiega ancora la nota, con l’introduzione di misure restrittive per i trasporti aerei “nell’88% dei paesi in cui Avianca è attiva” ha però costretto il gruppo a fermare gran parte delle attività e introdurre misure straordinarie come la sospensione dal lavoro o il taglio del salario per molti dipendenti, la riduzione degli investimenti, e a posticipare il pagamento di alcuni rimborsi relativi a finanziamenti di lungo periodo.

La società ha anche aggiunto di “non aspettarsi” un ritorno ai livelli pre-pandemia a breve, ma anzi di pensare che la situazione di stop o riduzione dei traffici durerà a lungo, e di aver pertanto ritenuto che la richiesta di ammissione al Chapter 11 fosse l’opzione migliore per salvaguardare le sue attività.

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