Antonov pronta a prendere il posto di Volga-Dnepr nel programma militare Salis

La linea aerea russa Volga-Dnepr ha annunciato che non fornirà più aerei cargo alla Nato dalla fine del 2018 creando un disagio non trascurabile all’alleanza e in particolare alla Francia, che dipende molto dai suoi velivoli. “Ci stiamo gradualmente ritirando dal mercato del trasporto logistico militare, pur rispettando i precedenti impegni presi. Il gruppo non parteciperà al bando di gara avviato dalla Nato nell’attuale configurazione” ha comunicato infatti la compagnia Volga-Dnepr.

Le relazioni tra Mosca e la Nato sono sempre più tese in relazione soprattutto alla vicenda siriana e in questo contesto si colloca anche la vicenda.

Volga-Dnepr è un’azienda leader mondiale nei cargo aerei di grandi dimensioni. La decisione significa che il vettore russo non fornirà i suoi Antonov 124 a dieci forze armate Nato nel progetto Strategic Airlift Interim Solution (Salis). Il contratto veniva rinnovato ogni anno dal 2006.

Contestualmente la compagnia aerea ucraina Antonov si è detta a sua volta pronta a compensare l’addio di Volga-Dnepr offrendo i proprio aerei per il trasporto di mezzi militari ancora più di quanto avvenuto finora. Queste due compagnie aeree, infatti, finora offrivano congiuntamente gli aerei An-124 al programma Salis tramite la joint venture Ruslan.

Ai paesi della Nato i noli per il trasporto aerei dei mezzi militari costeranno più caro perché in generale le tariffe applicate da Antonov sono state finora più elevate di quelle praticate da Volga-Dnepr. Nel 2017  quest’ultima compagnia aerea aveva lavorato al servizio di Salis per 973 euro con un nolo orario di circa 23.300 euro mentre Antonov aveva noleggiato la propria stiva per circa 629 ore di volo al prezzo di 37.500 euro ogni ora. Fra i Paesi membri della Nato la nazione che più di tutte ha usufruito di questi aerei nel 2017 è stata la Germania per muovere i propri  mezzi militari (1.080 ore nel 2017) e a seguire la Francia. I paesi che fanno parte del progetto Salis sono Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Slovacchia e Slovenia. 

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