Anche a settembre cargo aereo giù di oltre il 15% in Europa

Resta pesantemente negativo anche a settembre l’andamento delle spedizioni aeree globali. Secondo Iata, queste complessivamente hanno registrato un calo della domanda del 10,6% rispetto allo stesso mese del 2021 (contro la flessione dell’8,3% registrata ad agosto), mentre la capacità disponibile si è rivelata del 2,4% superiore, dunque in rallentamento rispetto alle più recenti rilevazioni. Numeri che, fa notare l’associazione, avvicinano il settore alle performance del 2019, con una domanda che rispetto a tre anni fa risulta più bassa del 3,6% (mentre la capacità risulta inferiore ancora del 7,4%).

Come in passato, la performance europea è stata ancora peggiore della media, con un declino del 15,6% nei volumi gestiti, a fronte di una stiva disponibile sostanzialmente in linea con quella di un anno fa (+0,2%). Oltre alla guerra in Ucraina sul risultato del Vecchio Continente pesano, secondo Iata, anche la carenza di personale e gli alti livelli dell’inflazioni, toccati in particolar modo in Turchia.

“Mentre il trasporto aereo di merci continua a seguire i livelli del 2019 – ha commentato il direttore generale Willie Walsh – i volumi rimangono al di sotto delle eccezionali prestazioni del 2021 poiché il settore deve affrontare alcuni venti contrari”.  In particolare secondo Walshsi va verso una crescita della spesa per viaggi, anziché in e-commerce, tra i consumatori, mentre a livello macro ci si aspetta che la recessione abbia un impatto negativo sui flussi globali di beni e servizi, bilanciato leggermente da una stabilizzazione dei prezzi del petrolio. Secondo il direttore generale della Iata, nel complesso il settore delle spedizioni aeree sta però reagendo bene e con grande capacità di reazione, come dimostra in particolare il “rallentamento strategico” della crescita della stiva globale, passata dal 6,3% di agosto appunto al 2,4% di settembre.

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