Alsea promuove il marchio di qualità “Sdoganato in Italia”

La produzione italiana è un’eccellenza riconosciuta e resa visibile dal marchio Made in Italy. Ma competenze e livelli di cura elevatissimi sono espressi nel nostro paese anche dal lavoro dell’Agenzia delle Dogane, tra le più scrupolose a livello europeo e garanzia di standard elevati per tutto quello che approda o atterra nella Penisola. Da queste considerazioni nasce la proposta di Alsea, l’associazione lombarda degli spedizionieri e autotrasportatori, lanciata dalla presidente Betty Schiavoni nel corso del convegno di presentazione del report “Ruolo dell’Italia nelle catene globali del valore” realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Export Digitale del Politecnico di Milano. L’idea è quella di lanciare un nuovo marchio di qualità, facilmente riconoscibile dai consumatori che secondo Betty Schiavoni si potrebbe chiamare “Sdoganato in Italia”.

“I nostri operatori segnalano costantemente il divario di controlli esistenti tra l’Italia e i Paesi del Nord Europa, con particolare riferimento all’Olanda e alla Germania” ha affermato Schiavoni, che ha poi evidenziato anche la grande attenzione ai controlli profusa dalla Sanità Marittima e da quella aeroportuale, che spesso si traduce in sequestri di materiale contraffatto o sotto standard.

“Se il nostro Paese vanta quindi un’eccellenza nei controlli sulle merci in importazione occorre sfruttare tale migliore perizia che garantisce maggiore sicurezza ai consumatori finali”. Una caratteristica che potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo nei confronti dei paesi del Nord Europa dato che sempre di più i consumatori sono attenti alla sostenibilità dei prodotti e alla loro qualità.

“Il fatto che un prodotto venduto in Italia (un domani magari anche in Europa) sia stato sdoganato in Italia garantisce maggiore tutela e sicurezza, sapendo che la dogana italiana è una eccellenza. Ovviamente per attrarre traffici e imprese questa perizia nei controlli deve essere accompagnata da una rapidità ed efficienza nei controlli stessi poiché i commerci mondiali questo richiedono” ha sottolineati la numero uno di Alsea.

Il lancio di questa proposta e la descrizione di questa meno nota eccellenza italiana si è accompagnata, nel discorso di Schiavoni, anche però a una dura disamina delle perduranti difficoltà del sistema logistico e dei trasporti nostrano, a cominciare dai problemi delle infrastrutture e ancora più nello specifico delle autostrade liguri. Altre criticità citate dalla presidente di Alsea sono state quelle legate alle congestioni nei porti, al fenomeno del gigantismo navale e al “costo della logistica che ormai quasi supera quello della merce”.

Nonostante le innegabili difficoltà, Schiavoni ha però voluto concludere condividendo uno sguardo ottimistico sul futuro, alimentato anche dalle risultanze del report elaborato dal Politecnico: “L’Italia è ben posizionata all’interno delle catene del valore globale, sia in import che in export. La loro possibile rivisitazione, ad esempio per fenomeni di reshoring o riposizionamento, non ci deve spaventare, anzi in certi casi può essere la chiave per un rilancio delle esportazioni” ha aggiunto. Anche riguardo lo scenario politico e le prospettive di rilancio dell’Italia la numero uno di Alsea si è detta fiduciosa nella guida del presidente del Consiglio Mario Draghi, ribadendo però che più che alla spesa delle risorse del Pnrr l’attenzione dell’associazione è rivolta alle riforme attese soprattutto in materia di sburocratizzazione e semplificazione.

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