ALHA: focus rivolto sui mercati esteri

ALHA stand

(La seguente intervista è tratta dall’inserto speciale appena pubblicato da AIR CARGO ITALY e dedicato agli handler aeroportuali italiani attivi nel cargo)

“Handling aeroportuale merci in Italia” (FREE DOWNLOAD)

 

Air Lines Handling Agent (Alha), è uno dei gruppi italiani leader nel settori dell’air cargo handling e del trasporto su gomma. Presente su tutto il territorio nazionale, il gruppo ha sviluppato negli anni una importante presenza nella Cargo city di Malpensa e nell’aeroporto di Roma Fiumicino, ai quali si aggiunge un network di 12 piattaforme logistiche capillarmente distribuite sull’intero territorio nazionale.

Fondata nel 1962 da Giampaolo Ceruti con il nome di Ceruti and Co., l’azienda ha avviato l’attività di cargo handling presso l’aeroporto di Torino Caselle nel 1995 e due anni più tardi a Milano Malpensa dove serviva, fra le altre, anche Alitalia.

Dal 2006 l’azienda ha assistito a una crescita imponente dei volumi gestiti e a quell’anno risale il trasferimento nella nuova Cargo city dello scalo varesotto. Quattro anni più tardi avvenne lo start up delle attività di cargo handling presso il nuovo terminal merci aperto a tutte le compagnie aeree a Roma Fiumicino e nel 2017 Alha ha avviato anche l’attività di ramp handling a Milano Malpensa.

 

Intervista a Lorenzo Schettini – amministratore delegato Alha

 

Ad oggi Alha in quali città e aeroporti italiani è presente come handler cargo?

“Siamo presenti con i nostri cargo terminal negli aeroporti di Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Firenze e Verona. Come network di on e off-airport abbiamo diversi magazzini sparsi sul territorio nazionale a Pisa, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Venezia, Roma, Ancona, Prato (Firenze), Segrate e Pioltello (Milano).”

Che periodo sta vivendo il cargo aereo in italia?

“Il 2018 era stato un anno abbastanza interessante, fatta salva la flessione che si è vista nell’ultimo trimestre. Il 2019 ritengo sarà un anno di transizione, difficile da decifrare.”

Alha in che direzione sta guardando per sviluppare l’attività?

“Da parte di Alha rimane sempre forte il focus sui mercati esteri. Anche se alla fine non ci siamo aggiudicati il contratto siamo orgogliosi di poter dire che ci siamo classificati terzi nella gara indetta da AirBridgeCargo per individuare un handler a cui affidare le attività presso l’aeroporto di Liegi, in belgio, dove opererà su un magazzino di 25.000 mq. Da 15 partecipanti iniziali eravamo rimasti fra i tre ultimo soggetti ammessi alla short list finale. Pensavamo e speravamo di poter replicare la positiva esperienza con AirBridgeCargo che stiamo avendo con reciproca soddisfazione in Italia.

Il mercato locale degli handler nel nostro paese è ormai abbastanza consolidato, salvo che non si apra qualche opportunità interessante in scali come ad esempio Venezia.”

Nuovi progetti e investimenti?

“Continuiamo a investire in equipment per l’attività di rampa e fra le novità più interessanti c’è il CoolBox che è stato appena presentato anche a livello internazionale alla fiera AirCargoEurope di Monaco. Fra i nostri progetti c’è anche quello di sviluppare attività di formazione rivolta al personale che opera nel business del cargo sia all’interno che all’esterno degli aeroporti.”

La concorrenza in questo business è cresciuta notevolmente. Per voi cosa sta significando?

“Spazio per tutti non ce n’è, soprattutto con i volumi di carico che vediamo in questo periodo. La competizione fra gli handler nei tender si riduce a un questione di prezzo e non di qualità perché questa era già elevata. Con i rinnovi dei contratti a beneficiarne sono i vettori aerei che spuntano condizioni economiche migliori mantenendo poi di fatto inalterato il rapporto con lo stesso handler di prima.

Come Alha siamo preoccupati di questo perché si sta andando a erodere le marginalità di guadagno che c’erano fino a una anno fa, anche perché i costi nel frattempo sono rimasti come minimo stabili, quando non in crescita.”

Diventa indispensabile acquisire nuovi traffici dall’estero?

“In questo contesto è difficile sperare che si possa allargare la torta, magari acquisendo maggiori traffici dai paesi circostanti, perché qui entra in gioco la politica messa in atto dal gestore aeroportuale per attrarre o meno un numero maggiori di collegamenti e di aerei da parte delle compagnie. Il discorso sarebbe diverso se ci fosse un contesto macroeconomico più favorevole.”

Sembra poco ottimista sul futuro prossimo. È così?

“Da parte mia la percezione è che la congiuntura negativa durerà a lungo, il mercato in questo momento è difficile da decifrare. L’andamento dei traffici di merci è molto volatile e questo rende più complicato fare una programmazione di lungo termine.”

Quali sono stati i numeri di Alha nel 2018?

“Nel 2018 il fatturato è rimasto pressoché stabile a 87 milioni di euro. Le tonnellate di merce lavorata sono state 319 a Malpensa (in calo), 118 milioni a Fiumicino (leggermente in crescita) e altre 119 sono passate attraverso il canale off-line (trend anche qui in lieve aumento).”

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