A Malpensa è andata in scena la digitalizzazione del cargo aereo

Aeroporto Malpensa – Nei principali aeroporti italiani attivi nel cargo, Milano Malpensa e Roma Fiumicino, le lettere di vettura elettronica (eAirway Bill) rappresentano oggi almeno il 35% del totale delle procedure svolte dalle case di spedizione per esportare merci. Un numero, questo, che pone l’Italia al 4° posto mondiale nell’Airtrade Facilitation Index di Iata e al 19° posto nell’e-Freight Friendliness Index. Risultati quindi incoraggianti, ma che lasciano al tempo stesso intravvedere chiaramente ampi margini di miglioramento in materia di digitalizzazione dei processi da parte degli operatori a vario titolo coinvolti nel processo di prenotazione dei trasporti aerei per le merci.

Il tema è stato al centro Digital Air Cargo Day Italy fortemente voluto e organizzato all’aeroporto di Malpensa da Iata, l’associazione internazionale del trasporto aereo. In platea oltre 100 rappresentanti di compagnie aeree, handler aeroportuali e, soprattutto, case di spedizioni essendo quest’ultime le parti maggiormente interessate dal tema della digitalizzazione.

Quanto la lettera di vettura elettronica è diffusa nelle spedizioni aeree in Italia? Quanto la digitalizzazione si sta diffondendo nel cargo aereo? E quanto gli aeroporti e gli spedizionieri italiani hanno fatto e quanto rimane ancora da fare per rendere il trasporto aereo delle merci più fluido ed efficiente grazie alla tecnologia? Queste erano alcuni degli interrogativi cui si è cercato di dare risposte nel corso dei lavori che hanno visto succedersi gli interventi di Francisco Rizzuto (cargo specialist manager di Iata), Giovanni Costantini (cargo manager di Sea) e Marina Marzani (presidente di Anama). Nel pomeriggio tre rappresentanti di Iata (Henk Mulder, David Sauv e Ben Behanan) hanno intrattenuto la platea parlando di eDGD (dichiarazione elettronica di merci pericolose), DG Autochek e ONE Record.