2019 anno peggiore del decennio per il cargo aereo

Il 2019 è stato un annus horribilis per il trasporto aereo delle merci. Parola di Iata, che dopo aver messo in fila le performance relative a tutti i dodici mesi (incluso dicembre, chiuso con un calo a livello globale del 2,7% in termini di FTK) ha concluso che lo scorso anno è stato il peggiore per il settore dal 2009 ‘grazie’ a una flessione finale pari al 3,3% rispetto al 2018. La capacità risulta invece cresciuta del 2,1%.

Sull’andamento del comparto, spiega l’associazione, ha pesato la debole progressione dell’economia globale (+0,9%) così come la ‘guerra dei dazi’. Anche se su questo fronte i recenti accordi potrebbero portare un certo ottimismo, secondo il CEO e direttore generale di Iata Alexandre de Juniac c’è poco da stare allegri: i potenziali effetti del coronavirus ad oggi sono “un terreno sconosciuto”, ma la facile previsione è che le restrizioni messe in atto per contrastarlo avranno un impatto sulle spedizioni delle merci. “E quindi, sicuramente, il 2020 sarà un altro anno difficile per il settore del cargo aereo” ha concluso de Juniac.

Anche per l’Europa, che pure aveva archiviato novembre con una performance positiva (+2,6%) dopo mesi a segno meno, il quadro torna a essere fosco. Il mese è stato chiuso con un calo dei volumi dell’1,1% (sempre in termini di FTK), a fronte peraltro di un aumento della capacità del 4,9% (a livello globale l’incremento è stato invece del 2.8%). Una performance dunque in linea con quella globale, rileva l’associazione, che riguardo invece l’andamento annuale del Vecchio Continente commenta: “Attività più deboli, incluse quelle dell’economia tedesca ad alto peso manufatturiero, unite alle incertezze rispetto alla Brexit, hanno contribuito al risultato del 2019, il quale in termini di volumi trasportati a livello internazionale è stato il peggiore dal 2012 a questa parte”.

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